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Bros scommette sull'estero

Lanfranco Beleggia, Presid. Bros Manifatture

di Linda Fornara Bertona

Bros scommette sull'estero

L'azienda marchigiana Bros Manifatture, capogruppo dei marchi Rosato, Brosway e S'Agapò, ha acquistato Pianegonda, azienda vicentina nota per il design innovativo delle lavorazioni in argento, un lusso semplice, che porta il nome del suo fondatore Franco Pianegonda. Un'altra acquisizione conclusa dal presidente di Bros Manifatture Lanfranco Beleggia che dopo una capillare presenza in Italia guarda ora all'estero, Cina e Stati Uniti sono le mire principali. "Con Pianegonda partiremo già con un progetto internazionale. In generale vorremmo che il nostro polo fashion della gioielleria, diversificato per clienti e stili, diventi un modello da esportare", spiega Beleggia.
Il marchio Pianegonda resterà vivo?
- Pianegonda è un’eccellenza italiana riconoscibile. Vorremmo riportare il brand in vetta dopo le difficoltà degli ultimi anni. Per questo nella manifattura utilizzeremo gli stessi laboratori orafi. Nella distribuzione selezioneremo i rivenditori. La prima collezione del nuovo corso gestionale e creativo di Pianegonda verrà presentata nell’autunno del 2016. Pianegonda è la purezza delle forme, un minimalismo di lusso che sta ritornando e che piace. Già negli anni Novanta Franco Pianegonda vestiva la donna con modelli riconoscibili, opere d'arte da indossare. Non vogliamo perdere questo patrimonio.
Quali i dati di bilancio a livello di gruppo?
- Abbiamo chiuso il 2014 con 35 milioni di fatturato. Il 2015 e il 2016 si chiuderanno con un aumento a doppia cifra. produciamo oltre 2 milioni di pezzi l'anno. Bros Manifatture è presente in 30 paesi, ha 10 mila punti vendita e 200 dipendenti.
La distribuzione?
- Ci avvaliamo di agenti e di vendite dirette: due negozi monomarca Brosway a Milano e a Pechino e 4 monomarca per Rosato a Milano, Roma, Forte dei Marmi e Kuala Lampur in Malesia.
Progetti di quotazione in Borsa?
- No perché per adesso non abbiamo bisogno di soldi.
Ha un altro patrimonio, 4 figli, dei quali 3 già attivi nei settori strategici del marketing e della comunicazione. Come vede l'ingresso di manager esterni all'azienda?
- Credo nei manager super partes. Sono come dei tutori che mettono d'accordo tutti. Ci sono diversi casi di successo con aziende familiari che hanno accolto l'ingresso di manager esterni. Non utilizzeremo però mai licenze perché vorremmo continuare a lavorare sui nostri marchi.
Un commento da imprenditore?
- Sono fiducioso nella cultura e nella tradizione del saper fare del nostro territorio. Il Paese vanta un patrimonio di creatività anche nel design. Le belle operazioni però nascono dal cuore.

27/10/2015